Dati rilevati al collettore

Dati rilevati al collettore

Nel seguito sono richiamate le misurazioni dei contaminanti nelle acque allo scarico.

Le misurazioni sono confrontate con i valori limite a norma.

Le due date prese a riferimento danno conto della situazione al 2004-05, al varo dell’Accordo di Programma Quadro, e al 2017, ultimo anno intero di rilevazione.

BOD – Biochemical Oxygen Demand
Cos’è È la quantità di ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi per assimilare e degradare le sostanze organiche presenti nel refluo. Cresce con la loro concentrazione.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 25 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: <5 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: <5 mg/l.
Considerazioni Il basso valore allo scarico indica che tutti composti organici presenti nei liquami sono stati trasformati in sostanze più semplici. Proteine, glicidi e lipidi sono stati rispettivamente trasformati in nitrati, anidride carbonica e acqua.
COD – Chemical Oxygen Demand
Cos’è È la quantità di ossigeno richiesta per ossidare chimicamente talune sostanze presenti nel refluo.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 125 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 77 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: 94 mg/l.
Considerazioni Il COD indica il contenuto di sostanze organiche non biodegradabili ma anche di alcune sostanze inorganiche.
SST – Solidi Sospesi
Cosa sono Sono sostanze presenti nel refluo sotto forma di particelle sospese e colloidali, con dimensioni comprese fra 0,001 µm e 10 µm.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 35 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 12 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: 20 mg/l.
Considerazioni Causano la torbidità del refluo: diffondono e assorbono i raggi luminosi. L’alta concentrazione indica problemi alla linea di trattamento fanghi dei depuratori.
Cloruri
Cosa sono Sono sali che contengono residui di acido cloridrico.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 1200 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 894 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: 942 mg/l.
Considerazioni Il contenuto salino (cloruri e solfati) è legato all’attività della concia.
Solfati
Cosa sono I Solfati esprimono il contenuto di sali che contengono uno ione solfato (SO4–).
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 1000 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore è di: 724 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: 834 mg/l.
Considerazioni Il contenuto salino (cloruri e solfati) è legato all’attività della concia.
Cromo Totale
Cos’è Il cromo è un metallo abbondante in natura e in diverse forme. Le due più stabili e comuni sono il cromo esavalente, Cr(VI), e il cromo trivalente, Cr(III). Il Cr(VI) è tossico. Il Cr(III) invece ha un ruolo importante nel metabolismo di carboidrati, grassi e proteine ed è caratterizzato da bassa tossicità.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 2 mg/l.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore è di: 0,249 mg/l.
  • Valore medio 2004-05 rilevato allo scarico del Collettore: 0,300 mg/l.
Considerazioni Il contenuto di cromo totale è legato all’attività di concia e ad alcune industrie galvaniche. Il cromo presente allo scarico del Collettore è nella forma trivalente.
Colore Scarico
Cos’è È la percezione cromatica alla vista – giallo ambrato – conseguente alla presenza di residui post depurazione (si veda anche alla voce SST precedente).
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): non percettibile con diluizione 1:20.
  • Valore medio 2017 allo scarico del Collettore: sempre non percettibile con diluizione 1:20.
Considerazioni Fenomeno amplificato da un effetto ottico (vista dall’alto). Si ridurrà con l’avvio dell’ozonizzazione dei reflui nel principale depuratore collegato al Collettore.
PFOS
Cos’è È il Perfluoroottansolfonato (PFOS). Appartiene alla classe delle sostanze perfluoroal-chiliche (PFAS) a catena lunga (8 atomi di carbonio). Può formarsi anche dalla degrada-zione chimica, ambientale e metabolica di altre sostanze fluorurate. È tra gli inquinanti organici tossici persistenti: non subisce idrolisi, fotolisi o biodegradazione in condizioni ambientali. Come il PFOA bioaccumula nei tessuti degli essere viventi.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore mediano limite (Decreti Regione Veneto 101/2017 e 501/2017): 180ng/l 2017, 60ng/l 2018, 30 ng/l entro 2020.
  • Valore mediano 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 43 ng/l.
Considerazioni È utilizzato nei processi industriali per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, tappeti, carta e rivestimenti in generale. È utilizzato anche nella formazione delle schiume antincendio, in prodotti medicali e apparecchi elettronici.
PFOA
Cos’è È l’Acido Perfluoroottanoico (PFOA). Appartiene alla classe delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) a catena lunga (8 atomi di carbonio). È un inquinante tossico persistente: non subisce idrolisi, fotolisi o biodegradazione in condizioni ambientali. Come il PFOS bioaccumula nei tessuti degli esseri viventi.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore mediano limite (Decreti Regione Veneto 101/2017 e 501/2017): 500ng/l 2017, 500ng/l 2018, 500ng/l 2020.
  • Valore mediano 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 135 ng/l.
Considerazioni È utilizzato nei processi industriali per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, tappeti, carta e rivestimenti in generale. È utilizzato anche nella formazione delle schiume antincendio, in prodotti medicali ed apparecchi elettronici.
PFBA
Cos’è È l’ Acido Perlfluoro Butanoico (PFBA). Appartiene alla classe degli PFAS a catena corta (4 atomi di carbonio). Come per i PFBS, è uno dei sostitutivi degli PFAS a catena lunga. L’introduzione nelle lavorazioni industriali è conseguente alla ridotta persistenza nell’ambiente e alla più elevata biodegradabilità.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore mediano limite (Decreti Regione Veneto 101/2017 e 501/2017): 700 ng/l 2017, 500 ng/l 2018.
  • Valore mediano 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 65 ng/l.
Considerazioni È utilizzato nei processi industriali come sostituto al PFOA.
PFBS
Cos’è È l’Acido Perlfluoro Butan Solfonato (PFBS). Appartiene alla classe degli PFAS a catena corta (4 atomi di carbonio). Come per i PFBA, è uno dei sostitutivi degli PFAS a catena lunga. L’introduzione nelle lavorazioni industriali è conseguente alla ridotta persistenza nell’ambiente e alla più elevata biodegrabilità.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite Decreti Regione Veneto 101/2017 e 501/2017): 1300 ng/l 2017, 800 ng/l 2018, 500 ng/l entro il 2020.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 612 ng/l.
Considerazioni È utilizzato nei processi industriali come sostituto al PFOA.
Somma altri PFAS
Cos’è È un indice che comprende la somma di: Acido Perlfluoro Pentanoico (PFPeA), Acido Perlfluoro Esanoico (PFHxA), Perlfluoro Esan Sulfonato (PFHxS), Acido Perlfluoro Eptanoico (PFHpA), Acido Perlfluoro Nonanoico (PFNA), Acido Perlfluoro Decanoico (PFDeA), Acido Perlfluoro Undecanoico (PFUnA), Acido Perlfluoro Dodecanoico (PFDoA).
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite Decreti Regione Veneto101//2017 e 501/2017): 1300 ng/l 2017, 800 ng/l 2018, 500 ng/l entro il 2020.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: 612 ng/l.
Considerazioni Sono utilizzati a livello industriale per lo più il PFPeA e il PFHxA.
Microrganismi Patogeni
Cosa sono Sono microrganismi presenti nei reflui civili e all’origine di malattie. Per la difficoltà di individuarli singolarmente nei liquami, si assumono ad indicatori quelli afferenti all’inquinamento fecale, in primis il batterio Escherichia coli.
Valori di riferimento e di scarico
  • Valore limite consigliato (Tab.1, Allegato 5, parte III D.Lgs 152/2006): 5.000 UFC/100 ml.
  • Valore medio 2017 rilevato allo scarico del Collettore: …………..
Considerazioni Abbattuti dagli impianti di disinfezione a raggi UV e ad acido peracetico.